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Una celiaca che viaggia: MARRAKECH


Un viaggio straordinario.

Vi giuro che ripartirei ORA!

Sono partita con tantissime aspettative e sono state tutte ripagate ampiamente.

Ma adesso partiamo dall'inizio.

Abbiamo deciso di partire perché dopo esserci sposati non abbiamo fatto un viaggio di nozze e volevamo regalarci qualche giorno in un posto completamente nuovo per entrambi.

Guardando i costi dei voli su Ryanair ho notato che i più convenienti erano quelli per Marrakesh e sembrava la meta perfetta. (€290 totali andata e ritorno per 2 persone)

Ho chiesto su Instagram informazioni sui posti dove alloggiare e un nome mi ha colpita subito: Riad Magellan Yoga & Spa.

Questo Riad è nel centro della Medina, nel suo cuore pulsante.




Guardo la mappa, guardo le foto e mi innamoro all'istante.

Prenoto: €250 per 3 notti mi sembra perfetto!

A questo punto siamo gasatissimi e non vediamo l'ora di partire.

Da brava celiaca di vecchia data ho seguito tutte le regole base per partire in sicurezza:


- studiare i piatti tipici locali per capire quali fossero naturalmente provi di glutine (per poi chiedere in loco attenzione alla contaminazione)

- scandagliare google alla ricerca di blog, forum e gruppi di viaggio per segnarmi sul mio taccuino tutti i nomi di locali attenti al Gluten Free

- individuare sulla mappa i supermercati più vicini

- scegliere qualche prodotto confezionato da portare con me per i momenti di fame tra un pasto e l'altro (ho portato biscotti e cracker)


La sera prima di partire abbiamo preparato gli zaini come bagaglio a mano ed avendo solo quelli è stata necessaria un po' di organizzazione e di tecnica.

Io ho portato uno zainetto Adidas piccolo ma capiente.

La temperatura su Marrakesh era di 14° al giorno e intorno ai 3° la notte (sempre guardare il meteo del luogo in cui si sta andando, soprattutto se si viaggia solo con il bagaglio a mano).


Ecco i miei fondamentali:

- Giacca pesante (levi's imbottita)

- due maglie termiche (Decathlon)

- 5 maglie a maniche lunghe

- 1 maglione più leggero

- 1 maglione spesso

- 2 Jeans

- 5 calzini

- 5 Slip

- Calze a compressione graduata per il volo

- 1 paio di collant

- 1 paio di scarpe

- 1 balaclava

- 1 sciarpa


Molte di queste cose le ho indossate per partire quindi non erano tutte nello zaino.


Fondamentali Beauty:

- Protezione 50+

- balsamo labbra

- crema per il viso (flaconcini prova da chiedere in farmacia)

- crema décolleté (flaconcini prova da chiedere in farmacia)

- maschera per le mani

- deodorante stick

- Mascara


Partiamo il Giovedì all'ora di pranzo e arriviamo a Marrakech nel tardo pomeriggio dopo 3 ore di volo.

Sappiate che questo è stato il volo più lungo che io abbia mai preso e nonostante la mia paura degli aerei sono riuscita a gestire la situazione molto bene grazie ad un po' di meditazione e al libro "I leoni di Sicilia" che mia tenuta attaccata alle pagine.

Arrivati in aeroporto ci aspettava il taxi che ci avrebbe portato al Riad.

In fase di prenotazione ho chiesto al Riad opzioni senza glutine per la colazione e hanno acconsentito con piacere e mi hanno chiesto se volevamo il transfer dall'aeroporto al Riad al costo di €20.

Ovviamente abbiamo acconsentito e ve lo consiglio vivamente perché arrivare in centro richiede una camminata molto molto lunga e se siete appena arrivati non è il massimo.


Il taxi ci lascia alle porte della Medina e veniamo accolti da un signore molto gentile che con un carretto ci accompagnerà al Riad.

Il carretto serve per i bagagli.

Appoggiamo gli zaini e lui parte alla velocità della luce infilandosi nelle vie della medina strapiene di gente, motorini, biciclette, rumori e profumi.

Non vi nego che questo impatto è stato forte.

Si viene totalmente catapultati in un mondo sconosciuto, diverso e vibrante e non si capisce dove si sta andando né quanto durerà il percorso.


Le lingue parlate sono marocchino e francese e l'inglese viene biascicato in modo strano.

Ci si fa l'abitudine e ci si finisce per capire ma all'inizio può essere complesso.

Per arrivare al Riad si fanno circa 100 metri all'interno di una sorta di labirinto e ci si trova di fronte ad una porta.

Si bussa e si entra in un luogo sospeso nel tempo in cui gli occhi si riempiranno di bellezza e il naso di spezie e incenso.

Appena arrivati ci accoglie Idriss con un delizioso tè alla menta e ci rilassiamo di fronte alla piscina.

Saliamo nella nostra camera e scopriamo che non esiste una chiave per chiuderla ma solo un chiavistello.

Questa cosa che inizialmente ci lascia perplessi ci farà invece scoprire la bellezza della fiducia nel prossimo.

La camera è semplice ma arredata con gusto e il bagno ha uno splendido lavandino dorato.





Sistemiamo gli zaini e usciamo subito per le vie della medina alla ricerca di un ristorante in cui mangiare.

Nelle mie ricerche ho trovato il "Nomad" che è a due passi dal Riad e si presenta come un ambiente curato e intimo.

Nei ristoranti a Marrakech si mangia in tavoli molto ravvicinati quindi avrete sempre l'impressione di essere ad una pranzo o a una cena di gruppo :)

Sul menù sono segnalati i piatti vegetariani, Vegan e Senza Glutine e anche dopo la mia richiesta di attenzione il personale si è dimostrato attento e gentile.

Abbiamo ordinato un'insalata di lenticchie e una di cavolfiore, melograno e fragole.

Deliziose!




Non è sempre consigliato mangiare frutta e verdura fresche in Marocco poiché vengono ovviamente lavate con l'acqua corrente del posto.

Ho chiesto questo tipo di piatti solo in locali molto curati e più turistici ed effettivamente non ho mai avuto nessun tipo di disturbo.

In ogni caso troverete anche opzioni cotte e calde quindi non scoraggiatevi ma anzi provate ad assaggiare sapori nuovi.

L'acqua verrà sempre servita in bottiglie chiuse.







Dopo cena siamo stati a passeggio per la Medina e poi vista la stanchezza ci siamo catapultati nel letto del nostro Riad ma non prima di esserci lavati i denti con l'acqua in bottiglia che era stata appositamente lasciata nella nostra camera.

Ricordatevelo sempre: solo acqua in bottiglia per lavarvi i denti e bocca chiusa nella doccia.


PRIMO GIORNO

La mattina dopo il tempo non era dei migliori e una pioggia costante ci ha fatto compagnia per tutta la giornata.

Le vie della Medina sono per lo più coperte quindi abbiamo passeggiato perdendoci nei suoi mille intrecci.




I negozi e le bancarelle dei Souk sono semplicemente straordinarie.

Troverete oggetti d'arredamento, accessori, scarpe, cibo, spezie, profumi, tappeti e chi più ne ha più ne metta.

La costante sono questi cartelli dipinti a mano, le lampade e gli specchi dorati, le teiere e i bicchieri da tè, le scarpe fatte a mano.









C'è una regola ferrea da seguire se si vuole fare shopping: bisogna contrattare.

È quasi un'offesa non prendere parte a questo gioco fra le parti quindi partite dal vostro prezzo più basso e giocate al rialzo fino ad arrivare ad un'accordo.

Posso dire di essere diventata la regina della contrattazione e di aver donato e ricevuto tantissimi sorrisi.









Prima tappa: Le Jardin Secret.

Un giardino tradizionale islamico riportato recentemente al suo originario splendore.

Si tratta di un antico Riad appartenuto al capo locale che fu avvelenato.

Nel giardino ci sono due zone: una tipica araba e una dedicata alle piante esotiche, si possono visitare mostre con la storia del restauro, mostre di artisti contemporanei, prendere un caffè sulla terrazza e visitare la torre da cui guardare tutta la Medina dall'alto.







































Ci siamo poi diretti al Musée De Marrakech: un tempo residenza del ministro della difesa, poi usurpato e poi trasformato in scuola oggi è un meraviglioso museo che racconta la storia di questo paese.

Rimarrete minuti imbambolati nel salone centrale dove sono raccolte ceramiche decorative di Fès, passeggerete per le antiche cucine e vi troverete in quello che una volta era un Hammam.



Terza tappa a pochi passi dal Museo: Medersa di Ali ben Youssef.

Una scuola teologica fondata nel XIV secolo dai Merenidi ma resa un capolavoro dell'arte decorativa dai Saaditi.

È stato il centro di studi coranici più grande di tutto il Nord Africa.

Sull'entrata si trova un'iscrizione che recita "O tu che varchi la mia porta , possano le tue speranze più alte essere realizzate" e dà il via ad un susseguirsi di cedro scolpito, legno traforato, mosaici di piastrelle, armate ornate di stucchi.

Le piccole stanze che si susseguono sono gli alloggi degli studenti e possono causare una leggera claustrofobia.

In fondo al cortile potrete anche ammirare una nostra eccellenza: una nicchia in direzione della Mecca costruita in Marmo di Carrara.





Usciamo con gli occhi pieni di meraviglia e torniamo verso la zona dei souk.

Durante questa passeggiata tante persone hanno iniziato a dirci che era il giorno di un mercato speciale: i berberi scendono dalle montagne e lavorano in un piazza.

Io ho capito questo ma la realtà è stata molto diversa.

Con la mia famosa ingenuità mi sono affiancata ad un ragazzo che ci ha detto di essere berbero e che stava andando in questo mercato che dovevamo assolutamente vedere.

Lo seguiamo per parecchi minuti in vie meno trafficate fino ad arrivare ad una zona un po' fuori dal centro.

Iniziavo ad avercela con me stessa per essermi accodata e per non saper parlare francese e proprio mentre mi rivolgo qualche insulto tra me e me il ragazzo ci affida ad un'altro uomo che senza dire granché ci introduce in una zona all'interno delle mura.

Le concerie.

Ho trattenuto lo svenimento che mi stava per cogliere e la voglia di piangere data dall'odore acre e nauseabondo.

Ormai in quella situazione c'eravamo dentro fino al collo e non volevo offendere nessuno facendo facce strane o guardando tutto con gli occhi lucidi.

Ci hanno fornito due rametti di menta e li abbiamo tenuti sotto al naso tutto il tempo.

Da lì siamo stati portati in un negozio dove un signore super gentile ci ha spiegato ogni cosa sui prodotti che vendeva.

Insomma: abbiamo comprato un tappeto e un paio di ciabattine per evitare di offendere anche lui e uscire a mani vuote.

Fuori dal negozio ci attendeva il secondo ragazzo e ci ha detto che il suo tour costava 200 dirham (20€).

Con la consapevolezza di essere finiti in un gioco non condotto da noi abbiamo pagato e ci siamo allontanati.

Abbiamo ragionato molto su questa cosa e alla fine siamo arrivati alla conclusione che non esistono colpe da nessuna delle due parti.

È un gioco ben consolidato e noi ci siamo finiti dentro, abbiamo pagato per un tour non richiesto ma il ragazzo ci ha intrattenuto e il tempo ha un valore (anche se non era stato concordato precedentemente).

Ci siamo fatti una risata e ci siamo portati a casa un'esperienza in più.


Vi diranno ogni giorno che c'è un mercato speciale: ora sapete come funziona.



Arriva il momento di mangiare e di riprenderci da questo tour de force.

Scegliamo un piccolo ristorante a conduzione giovane e famigliare a due passi dal Musée de Marrakech.

Si chiama "Atay Cafe" ed è una chicca di gusto.




Abbiamo mangiato al primo piano ma si può anche godere di una vista pazzesca mangiando sulla terrazza.

















Ho fatto tutte le mie raccomandazioni e i ragazzi mi hanno rassicurata elencando tutti gli ingredienti dei piatti scelti e confermandomi l'attenzione in cucina.

Insalata di avocado e pomodoro per me e Tajin di Pollo per Sebastian.

Seba ha detto che è stata la migliore tajin di tutta la vacanza!










A questo punto una sosta nel nostro Riad con un bel tè alla menta era doverosa.

Ci riposiamo e siamo pronti per ripartire.

Decidiamo di andare verso il Palais De Bahia ma scopriamo che chiude alle 17.30.

Sono le 16.45 e dobbiamo cambiare il nostro piano.

Tornando verso i Souk ci troviamo di fronte al Museo dell'arte culinaria Marocchina e io mi precipito all'interno.

Mi si apre un mondo!



Videoricette, attrezzi, ciotole, ingredienti conservati, teiere, spezie, mise en place, spiegazioni e ingredienti di ogni tipo!















In questa struttura vengono organizzate anche cooking class e credo ci sia anche un ristorante.

Insomma mi sono persa tra i corridoi e ho cercato di imparare il più possibile.

Mi sono soffermata su un dolce tipico delle feste e del Ramadan: i Chebakia.

Appena tornata mi sono messa all'opera e l'ho ricreato in versione Gluten Free.

Il video è già online sul mio profilo Instagram quindi non potete perdervelo.








Usciamo e ci troviamo di fronte ad uno dei più famosi Hammam quindi entriamo perché sulla porta c'è scritto "visita gratuita".

La realtà è che al massimo ti puoi affacciare agli spogliatoi e Seba si è trovato vestito di tutto punto in uno spogliatoio pieno di uomini nudi.


Ci addentriamo nei souk e scegliamo la zona dedicata allo street food per vedere dal vivo tutto quello che abbiamo imparato al museo.




Ovviamente lo street food qui è totalmente inadatto a chi è Celiac*.

Ma questo non deve impedirci di rimanere affascinati dall'arte culinaria locale e dalle sue particolarità.








Ho imparato ad assaggiare con occhi e naso e fare mie quelle tecniche che vedo mettere in atto da mani agili e veloci.

Il pensiero che mi domina è quello di imparare il più possibile per poi trasformare tutti quello che vedo in una versione senza glutine.









A questo punto sono le 19 quindi ci dirigiamo verso il nostro Riad per cambiarci e scegliere dove andare a cena.

Tra i nomi che mi ero segnata c'è lo Zeitoun Cafè che si trova proprio nella piazza principale.

Place Jemaa el-Fna è il cuore pulsante e circense della città, la parte turistica per eccellenza.

Non è stato uno dei miei posti preferiti ma vederla è necessario.

Banchi di frutta e verdura, venditori ambulanti di qualsiasi cosa, incantatori di serpenti e giocolieri.

ATTENZIONE: ci sono persone con piccole scimmie che proveranno a mettervela addosso per poi scattarvi una foto.

Oltre ad essere una cosa per me terribile ha anche un costo elevato per la media delle scenografie di questa piazza.

Io prima di arrivare lì cercavo di individuarle e girare più al largo possibile.

Fate scorta di monetine in modo da poterle dare a chi vorrete e a chi vi offrirà lo spettacolo che ritenete più interessante.

La sera questa piazza si riempie di musica e balli e lo Zeitoun Cafè è il luogo ideale per poterli osservare.

Ceniamo sulla terrazza che ha il soffitto pieno di piccole lampade tipiche che irradiano l'ambiente di colori e luce calda.

Sul menù sono segnalati i piatti senza glutine e il personale è stato rassicurante.

Scegliamo due tajin: una di verdura e una di pollo.

Buonissime!




La sera è calata ed è il momento di andare a dormire per essere svegli presto il mattino dopo.



SECONDO GIORNO


Sognavo di vedere l'alba su Marrakech quindi mi sono svegliata presto e sono salita sulla splendida terrazza del nostro Riad.




È stato semplicemente straordinario veder sorgere il sole con in sottofondo galli e uccellini che cantavano.

Sono tornata in camera e ho svegliato Seba piena di energie e voglia di iniziare una nuova avventura.


La colazione al Riad è sempre stata deliziosa.


Per me c'erano frutta fresca (da mangiare sbucciata sempre per la questione dell'acqua), yogurt bianco, miele, marmellate, spremuta fresca, tè alla menta e delle piadine/pancakes fatte ad hoc per me con la massima attenzione.

Fare colazione era una vera gioia!














Progetto del giorno: andare al Jardin Majorelle!

Una passeggiata a piedi che ci porta fuori dalle mura e ci fa attraversare una zona nuova dei souk più dedicata alle verdure e alla carne.

Attenzione se siete sensibili come me: carne ovunque e polli vivi ancora per poco.

Tenete gli occhi al centro delle strade e camminate sempre a destra perché rischierete la stessa fine dei polli se vi distraete e camminate al centro.

Arriviamo fuori dai Jardin Majorelle e la fila è immensa!

C'è un cartello con un QR code da inquadrare per fare i biglietti online e potete scegliere già da lì cosa visitare: Giardino, museo berbero e Museo di Yves Saint Laurent.

Conviene fare la tripletta.

Facendo il biglietto online si entra molto velocemente e si viene accolti da colori talmente intensi da essere abbaglianti.



Yves Saint Laurent e Pierre Bergè hanno donato il Jardin Majorelle alla città di Marrakech dopo averla acquistata nel 1980 allo scopo di mantenerla il più fedele possibile a quella che era la visione del proprietario originale, il botanico e pittore Jacques Majorelle.


In questo giardino crescono 300 specie botaniche provenienti da tutto il mondo e vi

scoprirete con lo sguardo perso tra il blu majorette delle pareti, il giallo dei dettagli e il verde acceso di questa natura rigogliosa.






All'interno del giardino è presente uno shop in cui acquistare souvenir eleganti e raffinati oppure le riproduzioni dei biglietti "Love" che Saint Laurent inviava ai clienti più cari in occasione del nuovo anno.

È presente anche un bar in cui godersi un ottimo tè alla menta.

Consiglio di visitare il Musée Berbère sempre all'interno del giardino.

Strumenti tradizionali, abiti, gioielli e storia di questo popolo incredibile sono racchiusi qui dentro in sale che vi lasceranno senza fiato (soprattutto quella dei gioielli con il suo soffitto stellato e le pareti specchiate).



Ci si rilassa un pochino al sole e si parte in direzione Museo di Yves Saint Laurent!



Bozzetti, fotografie storiche, copertine che hanno segnato la moda, abiti iconici e una sala audiovisiva in cui ammirare le sfilate di questo grande artista indimenticabile.

Sarà che sono una grande fan ma per me è stato davvero emozionante trovarmi a pochi passi dai suoi pezzi più iconici.


La strada verso il riad per una pausa rinfrescante è lunga quindi ci fermiamo appena arrivati a Place Jemaa el-fna per mangiare di nuovo da Zeitoun Cafè.

Questo ristorante nonostante sia tendenzialmente turistico ha una posizione perfetta a due passi dall'inizio dei Souk artigianali più belli e un personale davvero gentile e disponibile.

Nonostante ci riconoscano subito io rifaccio le mie solite raccomandazioni per la contaminazione e ordino un'insalata di lenticchie. Deliziosa!




Con il sole delle 14 e un'apparente calma la piazza è davvero uno spettacolo.

Il movimento è costante e vibrante ma quello che sembrava caos appena arrivati adesso ci coccola come un sottofondo a cui siamo abituati.

Mangiando decidiamo di fare una passeggiata nella zona dei Souk più artigianali, quelli dove è facile vedere persone al lavoro e rimanere incantati osservando la loro tecnica e velocità.



Pronti, attenti, via! Si riparte!





I Souk sembrano brulicare ovunque e a volte anche somigliarsi l'un l'altro ma la realtà è che sono divisi per zone e per tipologia di merce:Tappeti, pelletteria, babouches, fabbri al lavoro, spezie e alimenti locali, frutta e verdura, macellerie.

Camminando tra i vicoli vi accorgerete del cambiamento di merce e piano piano farete tutto il giro.






A questo punto è davvero l'ora di tornare al nostro adorato Riad e goderci il tramonto dalla terrazza.

In più per questa sera abbiamo pensato ad una cosa speciale!

Tra i vari servizi offerti dal Riad (escursioni, tour guidati, massaggi e sia nel piano ammezzato dove c'è una splendida e intima vasca idromassaggio) c'è anche la possibilità di cenare direttamente dentro al Riad e io non potevo assolutamente farmi sfuggire questa occasione.

Il giorno prima ho fatto tutte le raccomandazioni del caso e abbiamo scelto di mangiare tajin e una selezione delle loro insalate tipiche.

L'emozione per me era a mille.

Una doccia calda e poi si scende al piano terra dove la sala colazioni si è trasformata in una sala romantica allestita per due.


Tutto è perfetto e io mi sento davvero molto fortunata a poter vivere questa esperienza.

La cena è iniziata con un assaggio di un vino rosso marocchino (nella maggior parte dei ristoranti non vengono serviti alcolici) e le tre insalate tipiche che ho amato alla follia!



Insalata di melanzane cotte alla griglia e pomodori, insalata di pomodori e cipolle e insalata di peperoni agrodolci e speziati.
















Subito dopo è arrivata la Tajin e consiglio di avvicinare il viso appena viene sollevato il coperchio, tutti gli aromi si sprigionano in una nuvola di vapore strepitosa.















Per me è stato anche preparato del pane senza glutine e dire che mi sono commossa è davvero poco.



La cena si è conclusa con un tè alla menta per me e un caffè americano per Seba e siamo andati a letto felicissimi e pronti per l'ultimo giorno a Marrakech.


TERZO GIORNO


Con ancora in mente la cena meravigliosa della sera precedente ci prepariamo per andare a vedere "La Momounia": Hotel tra i più famosi e lussuosi del mondo diventato ancora più conosciuto grazie alla serie "Inventing Anna" che racconta la storia di Anna Delvey.

La protagonista soggiorna proprio in questo Hotel dopo averlo visto nelle foto di Khloe Kardashian e da questo momento la sua parabola ascendente finirà per avere una brusca frenata e il suo piano truffaldino verrà scoperto.

Guardate questa serie e il video di Elisa True Crime su YouTube se volete saperne di più.

In questo Hotel passeggiavano anche Churchill e Roosvelt se volete cenni storici più significativi.

Perché dico passeggiavano?

Perché i giardini sono INFINITI!

Piante di ogni tipo, rose profumatissime, campi da tennis, piscine e tutto quello che di più lussuoso e rilassante vi venga in mente qui c'è.






All'interno dell'hotel ristorante, bar, sala per musica dal vivo, boutique dei più famosi marchi di lusso, terrazze per godersi un tè e chi più ne ha più ne metta.

Bisogna ovviamente superare dei controlli di sicurezza per entrare ma state tranquilli: non c'è nessun costo per riempirvi gli occhi si bellezza.










Per il prossimo viaggio a Marrakech desidero davvero godermi qui un aperitivo.

Dopo aver fatto un check del costo medio naturalmente.














Dopo questo tour tra lusso e sfarzo ci incamminiamo verso la Moschea Koutoubia che domina la piazza e che rende questa zona della città davvero affascinante.

Questa torre è alta 70 metri ed è stata il modello per la Giralda di Siviglia e La Tour Hassan di Rabat oltre che per le decorazioni monumentali in stile moresco.



Una volta l'intonaco della torre era rosato come quello di tutte le moschee di Marrakech ma dopo la ristrutturazione si è optato per questo colore dorato che la rende ancora più riconoscibile e maestosa.


Accanto alla torre potrete ammirare gli scavi che hanno riportato alla luce le vestigia della prima moschea che era qui.

Siccome non era perfettamente allineata alla Mecca come vuole la regola fu spostata ed è quella che si può ammirare oggi.


I non musulmani non possono accedere alle moschee quindi attenzione a non fare questo errore.





Da qui ci dirigiamo verso il Palazzo El Badi: un tempo rivestito di oro, turchesi e cristalli, oggi è una rovina maestosa che fa solo immaginare quanto sia stata splendente nel XVI secolo.



Il palazzo infatti venne saccheggiato fino alle fondamenta e rimane solo quello che si può ammirare oggi.

Si vedono i resti dei giardini interrati (ancora oggi rigogliosi) e delle piscine che al tempo erano piene e rinfrescanti.

All'interno ci sono esposizioni dei ritrovamenti durante gli scavi e pezzi di storia di questo palazzo.

Salite sulla terrazza per vedere il tutto dall'alto e salutare le cicogne che costruiscono enormi nidi sui bastioni.








Subito dopo, a pochi passi, si trova il Palais de la Bahia.

"Bahia" significa "bella" e sulla bellezza di questo palazzo non ci sono dubbi.

Le decorazioni sono OVUNQUE: soffitti, pareti, porte, pavimenti, giardini, fontane.

Ogni cosa rapisce lo sguardo.

Si divide in Petit Riad, Grand Riad, Harem e Grande Cour e ogni sua parte è visitabile.

All'interno c'era anche un'esposizione di uno stilista contemporaneo e la cornice era perfetta per questi abiti a metà tra tradizione e innovazione.



A questo punto è arrivata l'ora di tornare in direzione del nostro Riad ma un pranzo da Zeitoun Cafè circondati dal delirio di Place Jemaa el-Fna non ce lo toglie nessuno.

Io mi regalo una Tajin di verdure deliziosa e me la godo fino all'ultimo boccone.





Salutiamo il nostro Riad con l'ultimo tè alla menta in terrazza con la promessa di tornare qui presto e prendere parte ad una lezione di yoga su questo tetto da cui si vede tutta la Medina.

Saluto le due cuoche strepitose, Idriss e Adil che si sono presi cura di noi in questi giorni e ci dirigiamo all'uscita dove ci aspetta il nostro transfer fino all'aeroporto.

Si ripete il trasporto bagagli con carretto e poi taxi fino all'entrata.







L'aeroporto di Marrakech è IMMENSO e ci sono delle cose che dovete assolutamente sapere:

- è necessario stampare i biglietti del ritorno perché li accettano solo cartacei;

- anche se avete fatto il check in online dovrete rifarlo anche in loco nell'apposita zona e poi dirigervi verso altri controlli in un'ala completamente diversa di questo spazio immenso;

- arrivate con molto anticipo perché sono attentissimi e molto rigidi su tutto.


Il volo è in ritardo di 30 minuti ma alla fine si parte e si arriva a casa all'una di notte stanchi ma felici.


Consiglio a tutti di visitare Marrakech, tornerete arricchiti culturalmente e umanamente.



Qualche nota a piè di pagina:

- i gatti sono ovunque a Marrakech e sono trattati con massima attenzione e rispetto.

Ho chiesto al manager del Riad e mi ha detto che questo rapporto alla pari c'è da sempre e che dentro la Medina i gatti sono migliaia.

- Fate shopping nei Souk e portatevi a casa qualche gioiello tipico del luogo.

Per un capo d'abbigliamento supercool consiglio "Funky Cool Medina" (a due passi dal nostro Riad.

- I costi dei musei sono sempre intorno ai 70 DH a persona quindi 7€ circa; gli unici che costano di piùsono i biglietti per Jardin Majorell, museo Berbero e museo di Yves Saint Laurent ma risparmierete prendendoli tutti insieme.

- Per mangiare la media è di 10/15€ a testa.

- Alloggiate al Riad Magellan Yoga & Spa perché oltre ad essere in un punto perfetto è un ambiente fatto di persone ed energie speciali.