Intervista culinaria con Carlotta Sangaletti

9 personaggi, 9 domande e 9 risposte che ci raccontano di loro e del loro rapporto con il cibo, con i ricordi e con le persone.


Carlotta Sangaletti è conosciuta su Instagram con il nome di @charlottelebleu con cui firma le sue meravigliose illustrazioni il cui filo conduttore è la femminilità declinata in tutte le sue sfaccettature.

Una sua opera che mi rappresenta è appesa nel mio negozio proprio all'entrata.

Qual è il ricordo più lontano che hai legato al cibo?

Che sia positivo o negativo, torna a farti visita e in qualche modo ti condiziona?

Ho un po' di ricordi in realtà, non solo uno.

Il classico ricordo è quello della nonna con cui facevo gli gnocchi.

Da piccola non mi piaceva mangiare per niente ma quello della nonna era il cibo più buono di tutti e quindi lei riusciva a farmi mangiare.

Il ricordo più lontano mi arriva dai racconti di mia mamma che mi racconta che non potendomi dare cose con il lattosio (perché sono intollerante da sempre), mi davano il latte di soia.

Questo credo che abbia inciso molto su di me e sul fatto che per tantissimi anni ho mangiato pochissimo.

Tornando da scuola affamata, da piccola, cosa speravi di trovare da mangiare?

Cosa trovavi?

C'era qualcosa che i tuoi genitori ti preparavano o compravano per farti contenta?

Mangiavo quasi sempre dalla zia perchè la mia mamma lavorava e mia zia mi accontentava sempre facendomi gli spaghetti al sugo con le polpette.

Mangiavo spesso a scuola e alla mensa non mangiavo nulla, mi metteva proprio l'ansia il fatto di dover mangiare lì quindi quando andavo a casa mia zia cercava di accontentarmi.

C'è una persona che quando la ricordi visualizzi in cucina come se appartenesse a quella stanza, se fosse parte di quella?

Chi è?

Qual è l'insegnamento che ti ha lasciato?

La nonna.

Lei era super davvero appassionata di cucina.

Me la ricordo in sala a fare maglioncini oppure fissa in cucina.

Credo ci dormisse anche :)

La sua passione è stata trasmessa a mia mamma (anche se non è bravissima) e a mia sorella mentre io non ho vocazione per la cucina.

Mi ha trasmesso la dedizione e la pazienza nel fare qualcosa che si ama ma nel mio caso non corrisponde alla cucina perchè sono una totale schiava.

Il mio rapporto con il cibo quindi è da sempre diviso tra l'odio e l'amore.


La condivione intorno al tavolo da pranzo è sempre esistita.

Mangiando si parla, si discute, si litiga, si dichiarano intenti.

Ti é mai successo di affrontare un argomento importante durante un pranzo o una cena?

Ti racconto un episodio non mio.

Ero spesso a casa di mia zia come dicevo prima e lei veniva da una famiglia in cui l'educazione a tavola era fondamentale.

Il nonno le faceva mettere i libri sotto le ascelle per insegnarle il giusto portamento da avere al tavolo ad esempio.

Mia zia dunque esigeva estrema educazione a tavola e quindi in quel momento bisogna essere assolutamente presenti e concentrati senza distrazioni.

Ricordo che una volta mia cugina era stressatissima per l'università e proprio a tavola annunciò che non voleva proseguire gli studi.

Quello era quindi il momento in cui ci si riuniva, sempre composti, e si parlava.

Era un momento proprio di riunione.

Scegli un personaggio del passato o del presente con cui vorresti cenare.

Spiegami perchè l'hai scelto/a.

Cosa gli/le prepareresti?

Preparargli da mangiare no!!!!

Però vorrei cenare con Picasso e berrei tanto e vorrei fargli assaggiare le polpette (che amo) e la torta di riso, non preparate da me ovviamente.


Credi che il connubio cibo/bellezza estetica/eros sia reale?

Quanto conta per te l'estetica nel cibo?

Qual è secondo te il piatto che incarna la bellezza estetica?

Secondo me l'estetica è abbastanza importante ma non fondamentale.

Un piatto bello chiaramente ti invoglia, mentre le "sbobbe" che preparerei io non farebbero gola.

Io assaggio i piatti anche se sono brutti e spesso sono molto buoni, quindi non mi condiziona l'aspetto estetico.


Un alimento che detesti, che non mangi mai o che al sol pensiero ti mette di malumore.

Un alimento che ami, che ti riscalda il cuore e che ti aiuta a riordinare i pensieri.

Che detesto te ne dico due.

La prima è un accostamento: la focaccia inzuppata nel latte o in qualsiasi altra cosa.

Non riesco proprio a sopportarla per la consistenza.

Un'altra cosa che odio infatti è la panzanella.

Il pane bagnato proprio mi provoca nausea anche solo ad immaginarlo.

In generale tutto quello che va inzuppato e diventa "molliccio" mi fa impressione.


La seconda cosa che detesto sono le acciughe: le acciughe non le sopporto; sento il gusto anche se hanno solo sfiorato il mio piatto.

Ma qui mi contraddico da buona Gemelli quale sono e ti dico che fritte le mangio.

Amo tante cose.

Mi piace tantissimo la verdura, tutte e in qualsiasi modo.

E poi il gelato al mango, lo adoro.

Accosto sempre cioccolato fondente e mango e d'estate due o tre al giorno li mangio.


Completa la frase:

"Cucinare è un gesto ....?"

All'inizio quando ho iniziato a convivere con il mio compagno Fabio ho provato a cucinare proprio perchè credo che sia un gesto d'amore, una coccola.

Poi in realtà mi viene l'ansia perchè non sono capace e quindi ci provo molto meno.

Essendo negati entrambi alla fine ci troviamo a preparare una semplice macedonia insieme ed è amore anche quello.

Qual è la cosa peggiore che tu abbia mai mangiato?

E la cosa migliore che tu abbia mangiato?

Perchè la ritieni la migliore?

La cosa peggiore è stato il fegato.

soffrendo di anemia mia mamma tentava di farmelo mangiare ma non ci è mai riuscite, non lo sopporto.


La cosa migliore è stata la pasta fresca che ho assaggiato in Molise quando ho vissuto lì con il mio compagno per un periodo.

Parlare con Carlotta per me è sempre una gioia perchè è sempre positiva e sorridente.

la nostra è stata una chiacchierata tra amiche ricca di risate e battute.

Adoro la sua naturale ingenuità e la sua anima genuina.

E' davvero quella che si definisce una bella persona ed è un piacere ascoltarla e guardarla in tutte le sue opere in cui raffigura un po' di sé.